Il 3 novembre 2020, con lo scoppio della guerra in Etiopia tra il Governo federale e la regione del Tigray, abbiamo deciso di intervenire per mettere in salvo il maggior numero possibile di rifugiati eritrei.
Ma dove accoglierli?
Ci siamo quindi rivolti ai Salesiani, che ci hanno messo a disposizione la Casa di Castel de’ Britti, dove siamo riusciti a ospitare 20 ragazzi in fuga dal conflitto.
Successivamente, con lo scoppio della guerra in Ucraina, ci è stato chiesto di accogliere alcune famiglie in fuga. Ci siamo stretti negli spazi già disponibili insieme ai ragazzi e abbiamo aperto le porte anche alle donne ucraine.
Nel 2024, di fronte alle crescenti difficoltà della Prefettura di Bologna nel collocare famiglie sul territorio, abbiamo deciso di ampliare ulteriormente l’accoglienza, aprendo un nuovo spazio dedicato a nuclei familiari in fuga e giunti in Italia attraverso la Libia.
Oggi Casa Bereket si articola in tre progetti principali:
Corridoi umanitari
SAI per famiglie
CAS per famiglie
All’interno della struttura vengono garantiti:
vitto e alloggio
assistenza sanitaria
accompagnamento legale per la presentazione della domanda di protezione internazionale
supporto all’inserimento lavorativo
accompagnamento alla ricerca di un alloggio autonomo in vista dell’uscita dal progetto
Casa Bereket è, prima di tutto, un luogo in cui le famiglie possono ritrovare serenità e iniziare a ricostruire il proprio percorso di vita.